Tali incontri hanno dato voce al bisogno di avere supporto ed attività strutturate anche nel tempo libero dei loro figli, perché il territorio, per quanto idealmente creato col fine di accogliere la diversità, nel pratico poco soddisfa questa richiesta.

Le famiglie dei bambini diversamente abili lamentano spesso la mancata possibilità di integrazione dei loro figli in ambiente extra-scolastico; triste realtà da imputare ad un’unica causa: la mancanza di conoscenza e, quindi, una conseguente diffidenza nei confronti del tema.

A scuola, i muri del “pregiudizio” sono abbattuti ogni giorno perché gli alunni (tutti), e le loro famiglie, vengono educati e guidati: educati ai problemi della vita, alla diversità come unicità, all’empatia, alla collaborazione, alle nuove esperienze, a non temere ciò che è differente dal nostro piccolo mondo perché potrà solo arricchirci nel portare avanti questi obiettivi educativi, la scuola Zandonai ne è un esempio, attraverso la realizzazione dei laboratori de Le Stanze del Sole.

E’ per questo che si è deciso di trasportare questa formula, ormai collaudata, anche al di fuori dell’ambito scolastico e sostenere le famiglie in momenti ludici, “invadendo” il territorio ed i suoi servizi, non ancora ben strutturati per l’accoglienza dei bambini disabili, al fine di sensibilizzare ed educare al tema l’intero tessuto sociale e promuovere l’inclusione e l’integrazione.
I bambini diversamente abili, dopo la scuola, fanno terapie, sport, vanno ai giardinetti… ma tutto questo, QUEI bambini, lo fanno avendo come “interlocutore” o accompagnatore un adulto o un familiare, e gli ambienti dedicati a tali attività sono per lo più frequentati da bambini disabili.

Da docente posso dire che i momenti in cui ho visto “vivi e partecipi” gli occhi di alunni apparentemente assopiti e indifferenti, sono stati le recite, i laboratori e, non ultime, le uscite didattiche: momenti in cui le diversità si abbattono e tutti sono attratti dagli stessi colori, accarezzati dalla stessa aria, distratti dalla stessa melodia…
La necessità è, dunque, quella di offrire ai bambini con disabilità e alle loro famiglie la possibilità di attività strutturate, in ambienti già esistenti, coinvolgendo i compagni di scuola: perché l’inclusione si fa allargando l’orizzonte a tutti i bambini, non solo a quelli con esigenze speciali certificate.

Organizzare attività extra-scolastiche, in continuità col progetto Le Stanze del Sole, includendo soprattutto (ma non solo) bambini della stessa scuola ed utilizzando il supporto di operatori con cui i bambini disabili lavorano ogni giorno da due anni, li farà sentire parte di un gruppo e di contesti relazionali nuovi in cui poter agire, scegliere, giocare e vedere riconosciuto il proprio ruolo e la propria identità. Inoltre, permetterà loro, di potersi muovere in un ambiente familiare dal punto di vista umano e fare nuove esperienze, per acquisire ulteriori autonomie, con un insieme di compagni che ogni singolo bambino conosce e con cui ha già condiviso altre esperienze formative e/o ludiche. Tutto ciò serve a creare meno ansie che influirebbero negativamente sull’apprendimento e la socializzazione.

Si garantiranno l’autonomia e l’attenzione alla relazione tra il bambino disabile e i suoi pari grazie anche alla figura di educatori.
Il carattere integrato delle attività e l’età eterogenea dei partecipanti potranno favorire la nascita di relazioni di aiuto, sia nel corso delle attività strutturate, sia nei gesti quotidiani, che risultano importanti ai fini dell’accrescimento dell’autostima e dell’assunzione di responsabilità.

Un ambiente non ufficialmente dedicato alla disabilità ma contemporaneamente strutturato per accogliere i bambini svantaggiati ed aperto all’intero tessuto sociale, offre la possibilità ai fratelli dei bambini disabili di avere contatti con altri coetanei ed ai genitori di trascorrere momenti sereni con l’intera famiglia occupata ad intessere rapporti sociali senza sforzo di adattamento o rinuncia da parte di alcuno.